Storia e risultati del mister dell'AS Roma: Luciano Spalletti

il Mister dell'AS Roma

Luciano Spalletti nasce a Certaldo, piccolo comune della città di Firenze, il 7 marzo 1959. Dopo una modesta carriera da calciatore, nel ruolo di centrocampista centrale, inizia ben presto, all’età di 34 anni, ad allenare l’Empoli, ultima sua squadra da calciatore, dapprima nelle giovanili poi nella prima squadra, portandola dalla serie C1 alla serie A, nella stagione 1997-98, stagione in cui inizia a far notare le sue indiscusse capacità di allenatore. Lasciato l’Empoli visse alcune stagioni travagliate tra il 1998 e il 2001 in squadre come Sampdoria, Venezia, Udinese dove non ha avuto il tempo necessario per applicare le sue idee, si ritrova così,nella stagione 2001-2002 ad allenare l’Ancona in serie B, ottenendo comunque una salvezza nonostante fosse subentrato nel mese di Gennaio. Ma nella stagione successiva c’è la svolta: torna all’Udinese e stavolta gli viene lasciato il tempo per lavorare. Il risultato sono 3 stagioni fantastiche: porta stabilmente in “zona Europa” la squadra friulana con il picco massimo della qualificazione in Champions League, la prima nella storia dell’Udinese, ottenuta con il quarto posto nella stagione 2004-2005. Nel triennio friulano il mondo si accorge di Spalletti: la squadra gioca un calcio brillante, propositivo, è una delle primissime squadre ad adottare con successo il modulo della difesa a 3, e il mister riesce a far emergere talenti come Antonio Di Natale, Vincenzo Iaquinta, e, soprattutto, David Pizarro, centrocampista cileno, uno dei pupilli di Luciano Spalletti.

02-03-2017 09:00:00
Fratelli Romanisti

Nella stagione 2005-2006 il grande salto: la Roma.

Dopo un primo periodo di ambientamento anche piuttosto difficile il Mister, nonostante una squadra falcidiata dagli infortuni, trova la giusta alchimia tattica: il modulo 4231 che non prevede la presenza di un centravanti puro ma di un regista d’attacco (e che regista: Francesco Totti) , i continui inserimenti di un trequartista che unisca quantità e qualità ed un gioco spumeggiante e arioso sulle fasce laterali.


La sua Roma è uno spettacolo, ed arriva nella stagione 2005-2006 a ottenere anche 11 vittorie consecutive, record tuttora imbattuto nella storia del club, finirà il campionato al quinto posto e disputerà la finale di Coppa Italia, però persa, contro l’Inter.


Ma nel campionato successivo ci sarà la definitiva consacrazione della Roma di Spalletti: la squadra, per i noti fatti di Calciopoli, si ritrova a disputare la Champions League ed è la più seria rivale della corazzata Inter di Roberto Mancini.


Le 2 stagioni 2006-2007 e 2007-2008 vedono una Roma, rinforzata nella rosa soprattutto con David Pizarro già citato pupillo di mister Spalletti, continuare ad esprimere un calcio spettacolare ma stavolta arrivano anche i risultati: 2 Coppa Italia e 1 Supercoppa Italiana, strappate ad una rivale, l’Inter, oggettivamente più forte, ma che ha sempre dovuto fare i conti con una squadra messa perfettamente in campo come la Roma di Spalletti: nella stagione 2007-2008 il mister sfiora il miracolo-scudetto ma la spunterà l’Inter, soltanto all’ultima giornata.


Le cose non vanno bene, invece, nella stagione 2008-2009: qualcosa si rompe, i risultati non sono ottimi come nelle precedenti 2 stagioni, sicchè il Mister decide,all’alba della stagione successiva 2009-2010 di rassegnare le dimissioni da allenatore della Roma.

La sua esperienza alla Roma resta comunque più che positiva e , ad oggi, gli ultimi trofei vinti dalla squadra sono proprio quelli ottenuti dalla squadra di mister Spalletti fra il 2006 e il 2008.

Dopo l’esperienza alla Roma, Spalletti decide di mettersi in gioco provando una nuova esperienza in un campionato estero: arriva così, a dicembre 2009 nello Zenit San Pietroburgo, squadra che milita nel campionato russo dove visse 5 bellissimi anni che lo hanno portato ad accrescere il palmares personale e della squadra russa: il suo bottino è di 2 campionati, 1 coppa nazionale e 1 supercoppa di Russia.

Il mister lascerà lo Zenit San Pietroburgo nel marzo del 2014.

Il resto è storia nota a tutti: a gennaio 2016 Luciano Spalletti torna alla “sua” Roma.


Riprende in mano subito una squadra in evidente difficoltà dal punto di vista della classifica ,ma con notevoli risorse tecniche, e inanella una lunga serie di risultati utili consecutivi , che riportano la Roma stabilmente nelle prime posizioni di classifica.


La “seconda” versione della Roma di Spalletti prevede anche un’ulteriore evoluzione tattica: dopo il meraviglioso 4231 ammirato tra il 2006 e il 2009, il mister con il passare delle partite ha virato in un 3412 o 3421, ripristinando la difesa a 3 utilizzata con successo ai tempi di Udine: il risultato è quello di una squadra che come sempre produce un ottimo calcio ma ora ha acquisito anche una maggiore solidità difensiva.


Nella sua “nuova” esperienza romana il Mister ha evidenziato un aspetto che negli anni precedenti era soltanto accennato ma che ora è emerso prepotentemente: la sua capacità , dialettica e caratteriale, di farsi carico di tutte le difficoltà e le criticità della squadra, togliendo pressioni alla stessa e concentrandole su di sé “sfidando” anche a muso duro chiunque provi, internamente o esternamente, a minare la tranquillità della sua squadra e dei suoi calciatori.

Questo suo “nuovo” aspetto è particolarmente apprezzato dai tifosi di cui ora è idolo incontrastato.